Buone notizie per albergatori, ristoratori ed agriturismi: la Legge di Stabilità per il 2017 ha rinnovato, come da attese, i bonus fiscali previsti per la ristrutturazione e l’ammodernamento delle strutture e del mobilio.

Tra le principali detrazioni fiscali presenti in Manovra, infatti, insieme al sisma-bonus ed all’eco-bonus, troviamo il cosiddetto “Bonus Mobili”, che consente una detrazione dall’Irpef  della spesa sostenuta per l’acquisto di oggetti d’arredamento o di elettrodomestici.

I destinatari di questo intervento sono sia i privati (sebbene non sia stato rinnovato il bonus alle giovani coppie, anche conviventi, previsto fino al 2016), che per alberghi, ristoranti ed agriturismi.

In quest’ articolo ci focalizzeremo sul punto di vista a noi più vicino, quello degli esercenti:  vediamo dunque su cosa e come è possibile fruire della detrazione fiscale, e quali sono le novità introdotte.

 

Cosa si può portare in detrazione

 

Secondo quanto indicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate (anche se per le misure in vigore fino alla fine del 2016, di cui solo una parte è stata prorogata), la detrazione spetta per le spese sostenute per l’acquisto di:

 

  • Nuovi arredi

Rientrano tra i mobili in questione: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché materassi ed apparecchi di illuminazione.

 

  • Grandi elettrodomestici nuovi di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni), per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica.

Sono, quindi, deducibili: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.

 

Non sono agevolabili, invece, gli acquisti di porte, di pavimentazioni (ad esempio, il parquet), di tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo.

Rientrano nella detrazione anche le spese di trasporto e di montaggio dei beni acquistati, purché  pagati con le modalità indicate ai fini della detrazione (che indicheremo nel dettaglio in seguito).

 

Il bonus arredi per ristoranti ed alberghi:

Il bonus ristrutturazione degli alberghi, esteso a ristoranti ed agriturismi, sarà valido fino alla fine del 2018. E, se fino al 2016 la quota detraibile era pari al 30% dell’investimento, da ripartire in tre quote annuali, con la nuova legge di Bilancio si arriva ben al 65%, da dividere in due rate annuali. Aumenta anche il limite di spesa massima, fissato a 200.000 euro.

Oltretutto, il bonus previsto per l’arredamento è cumulabile con altri incentivi previsti, ad esempio, per le ristrutturazioni edilizie ed energetiche, consentendo di portare in detrazione, “spalmata” su 10 annualità, una quota consistente di quanto investito. Si tratta, quindi, di strumenti mirati per rilanciare ed incentivare due settori fondamentali, per l’economia italiana, quali sono quello della ristorazione e quello dell’edilizia.

Secondo alcune stime, nel 2016 sono stati detratti importi per 25 milioni di euro, equivalenti a circa 75 milioni di euro di spesa globale. E, con il tasso di detrazione più che raddoppiato (dal 30% al 65%), è lecito attendersi un’ulteriore impennata degli investimenti nell’ammodernamento di arredi e strutture.

Non a caso, il presidente di Fipe Confcommercio, Stoppani, ed il presidente di Federalberghi Bocca, hanno espresso vivo entusiasmo per il prolungamento di altri due anni del bonus arredi e della sua  estensione anche ai ristoranti, sottolineando l’importanza del rilancio del settore turistico, anche per attrarre considerevoli capitali stranieri in Italia.

 

Come godere delle detrazione fiscale

 

Per poter portare in detrazione le spese sostenute per il rinnovo degli arredamenti, è fondamentale che i pagamenti siano tracciabili, e  pertanto le modalità di pagamento accettate sono quelle dei bonifici (bancari o postali), indicando:

  • il codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

 

Ok anche a carte di credito o carte di debito e bancomat: in questo caso, la data da tenere in considerazione per la detrazione è quella dell’acquisto, e non quella di addebito dell’importo sul conto corrente.

Non sono ritenuti validi, ai fini della detrazione, pagamenti mediante contanti, assegni bancari, o altre modalità di pagamento.

 

Ci si ricordi di conservare:

 

  • l’attestazione del pagamento (ricevuta del bonifico, ricevuta di avvenuta transazione, per i pagamenti con carta di credito o di debito, documentazione di addebito sul conto corrente)
  • le fatture di acquisto dei beni, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti.

 

La detrazione può essere fruita anche nel caso di mobili e grandi elettrodomestici acquistati all’estero (ovviamente rispettando le prescrizioni fin qui elencate).

In caso di pagamento con bonifico, bisogna specificare nella causale del versamento l’acquisto dei mobili o degli elettrodomestici. Va inoltre indicato il codice fiscale dell’acquirente e quello del negoziante che vende i prodotti (per quest’ultimo, può essere indicata anche la partita iva).

 

 

Uno Fabbrica, che ha fatto dell’ammodernamento delle strutture alberghiere una delle sue attività principali, è a disposizione per fornire supporto ed informazioni su ogni opportunità volta a rendere ciascuna struttura ricettiva più moderna e più efficiente.

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